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Atmosfere e odori del Marocco: Le Voci di Marrakech

Le voci di Marrakech, Elias Canetti, Happy Books Progetto Happiness

Volare sopra i cieli del Marocco significa inebriarsi di colori caldi e terrosi, che ricordano il sud della nostra penisola.

Atterrando però tutto cambia: la sensazione è travolgente, l’atmosfera ti raggiunge subito e capisci di essere in una terra unica, dove abbandonare preconcetti e stereotipi, dove guardare con occhi nuovi.

Di città famose ce ne sono parecchie, ma noi fermiamoci a Marrakech che ne è l’emblema, vissuta da scrittori che ne hanno mostrato le sfaccettature, anche le più indicibili e nascoste.

Perché il Marocco non è solo resort splendidi e artefatti; la vita vera scorre altrove, nelle strade secche battute dal sole bollente, nel reticolo dei Souk, tra gli occhi di mercanti che sanno cosa significa sopravvivere.

È l’odore pungente delle spezie colorate, i gesti di donne di cui scorgiamo la fatica, gli strilli dei bambini che nel cuore della notte si gettano sulle macchine del turista, pur di raccattare qualcosa da mangiare, accettando- con l’innocenza e l’incoscienza di chi è ancora troppo giovane- persino la prostituzione.

È una geografia fatta di ossimori, tra bellezza e decadenza, richiami alla preghiera, torri arabesche e palme sporgenti.

Le  parole per descriverlo sono difficili da trovare , anche se il cuore continua a palpitare, e allora c’è solo una soluzione, la letteratura.

 

Elias Canetti, le voci di Marrakech

Torna Canetti, lo scrittore che ha fatto della sensibilità il suo essere uomo, che è riuscito a trasmetterlo nei suoi libri itineranti.

Quello che vi proponiamo è un testo breve, che supera appena la cento pagine, diviso in capitoli. La lettura è semplice e scorre via, ma le suggestioni ti restano dentro. Elias Canetti racconta il Marocco, in particolare MARRAKECH, durante uno dei suoi viaggi più lunghi che gli ha dato la possibilità di studiarne ogni sua luce e ombra.

Dalla convivialità tipica agli istanti di paura; dalle tradizioni originali di una cultura antica (nel senso migliore del termine)  agli episodi drammatici o inquietanti.

Da vero “cercatore” non si è sottratto mai all’avventura ed è grazie a questo se riusciamo a coglierne le emozioni e sentirne la profonda sincerità.

Un diario oggettivo fra riflessioni acute, cammelli del deserto,  gente “che ha sempre vissuto là”.

Uno zoom letterario

Davvero in quel momento mi sembrò di essere altrove, di aver raggiunto la meta del mio viaggio. Da lì non volevo più andarmene, ci ero già stato centinaia di anni prima, ma lo avevo dimenticato, ed ecco che ora tutto ritornava in me. Trovavo nella piazza l’ostentazione della densità, del calore della vita che sento in me stesso. Mentre mi trovavo lì, io ero quella piazza. Credo di esser sempre quella piazza”

Un libro da leggere per scoprire un città, forse più in generale un paese, che ha una storia ricca di tradizioni e cultura, che ha tanto per cui farsi amare e da valorizzare.

Per non rimanere spettatori inermi di una bellezza che cerca ancora di oggi di fiorire, di sorridere.

 

 


Mi chiamo Federica, le mie origini sono sicule ma la mia vita è in continuo movimento tra la Francia e l’Italia (per studio e passione, mi sono da sempre dedicata alle lettere e all’arte).

Ho un profilo in cui consiglio e racconto libri che si chiama Maisondul.

Amo la sensibilità e la gentilezza, cammino sempre con un libro in mano e gli occhi sgranati e curiosi verso il mondo.