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La ladra di parole: una risposta alla schiavitù

La ladra di parole, di Abi Daré

Riflettere e comprendere cosa significhi davvero schiavitù non è così semplice. Nell’ultimo reportage dedicato alle spose bambine ne abbiamo raccontato una sfumatura.

Nell’appuntamento di oggi con la nostra rubrica Happybooks proviamo ad affidarci ai mille volti della letteratura per aiutarci, scardinando pregiudizi e stereotipi.

In particolare, la scelta è ricaduta su La Ladra di parole, titolo famoso, vincitore del premio Bath Novel Award.

Per Abi Daré, giovane scrittrice nigeriana, ormai stabile in Inghilterra, è stato il primo romanzo d’esordio e …che stoffa!

Ladra di parole: la storia di Adunni

La ladra di parole è la piccola Adunni, la protagonista che racconta la propria commovente storia. Adunni è una ragazza nigeriana che sperimenta fin dall’infanzia il significato della parola “schiavitù”: ama studiare e il suo sogno è insegnare, ma è obbligata a lasciare la scuola; vuole imporsi lavorativamente e culturalmente ma è costretta a subire le scelte di un padre che la vende in moglie a un uomo viscido e rude.

Prova a vivere nella nuova famiglia, tra le angherie delle altre consorti, fino a quando per una serie drammatica di eventi che non vi anticipiamo, riesce a scappare a Lagos.

Ma Lagos sarà la città che aveva immaginato? La schiavitù da cui fuggiva, non sarà forse presente anche lì, in maniera diversa e sotto altre mentite spoglie?

La piccola Adunni però non si arrende, instaura legami d’amicizia con altre donne che si rivelano fortissimi e necessari e riesce, con un’ostinazione che è esempio, a lottare contro il presente preimpostato, maschilista e schiavista, per il futuro fatto di parole e libri che tanto desidera.

La bellezza di questo romanzo, oltre alla narrazione ricca di pathos, è il senso di immedesimazione. Grazie al linguaggio e allo stile, riusciamo a crescere assieme alle piccola protagonista, i suoi sogni e le sue paure diventano le nostre.

E alla fine cosa ne sarà della sua schiavitù? Sentirà il sapore della libertà? Cosa resterà del suo esempio?

UNO ZOOM LETTERARIO

“Mia mamma mi ha detto che l’istruzione mi dava una voce”, afferma infatti, “ma io non voglio una voce come le altre […]. Io voglio una voce forte, una voce che la sentono tutti. Voglio che entro in un posto e le persone mi sentono, anche prima che ho aperto la bocca. Nella vita voglio aiutare tante persone, così quando divento vecchia e muoio, vivo ancora nelle persone che ho aiutato”

Leggetelo, può essere una cura e una coccola. Quando smetti di credere nel futuro, quando i giorni ti sembrano troppo aspri, ricordati di queste pagine e de La ladra di Parole.

La vita, nonostante il buio e le difficoltà, se ci crediamo e lottiamo, può essere splendida e libera.


Mi chiamo Federica, le mie origini sono sicule ma la mia vita è in continuo movimento tra la Francia e l’Italia (per studio e passione, mi sono da sempre dedicata alle lettere e all’arte).

Ho un profilo in cui consiglio e racconto libri che si chiama Maisondul.

Amo la sensibilità e la gentilezza, cammino sempre con un libro in mano e gli occhi sgranati e curiosi verso il mondo.