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Israele e Palestina: due stati, una guerra antica

Israele e Palestina: due stati, una guerra antica

La guerra è ormai parte della nostra attualità, diventando argomento di conversazione a tavola, sui mezzi, al tg, come se fosse la cosa più naturale al mondo.

Forse lo è, l’antropologia lo spiega e l’analizza, ma chi scrive è un essere semplicemente umano che, come tale, non riesce a comprenderla.

E a proposito di guerra è importante parlare del conflitto tra Palestina e Israele, le cui radici risiedono nella nascita del sionismo (un’ideologia politica il cui fine è l’affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico) e nel conseguente rafforzamento del nazionalismo palestinese.

Oggi cerchiamo di farlo dando voce alla letteratura che insegna la follia di questa tragedia alle generazioni future e a noi stessi.

 

Apeirogon di Colum McCann

Apeirogon ci mostra il dolore di due padri, uno israeliano e uno palestinese, che hanno perso le proprie figlie, vittime innocenti di una guerra disumana e senza fine, in giro per il mondo, con l’associazione Parents for Peace, per raccontare la loro storia. 

Il conflitto trapela in ogni loro parola, riflettendosi anche nel loro viver quotidiano, dalle regole da rispettare, alle strade da percorrere.

Nella disperazione si scoprono e si riconoscono, diventano amici per la pelle e decidono di usare il loro dolore come unica arma per la pace. Perché non sono SOLO un PALESTINESE e un ISRAELIANO,ma due uomini che vogliono costruire un futuro grazie alle loro tragiche esperienze.

Si tratta di un romanzo costellato di riflessioni, tra digressioni e salti temporali, proprio come “Apeirogon” suggerisce. Il termine greco, infatti, deriva da apeiro=infinito / gônia=angolo e indica un poligono formato da un numero indefinito di lati, di lunghezze diverse.

 

Uno zoom letterario

“Chi può dire dove finiscono le cose? Le cose vanno avanti. È così questo mondo. Capite cosa intendo? Non so se riesco a dirvi esattamente quello che intendo. Abbiamo le parole, ma a volte non bastano. ”

Un libro da leggere per esercitare la sensibilità, per imparare, citando il poeta Hikmet “da uomini di cui non conoscerai la faccia, che non c’è nulla di più bello e vero della vita”.

 

 

A proposito di poesia…

Se il romanzo è il genere ideale per comprendere e affrontare tematiche forti come quella della guerra, la poesia invece, può essere l’alleata per arrivare dritti al punto, per far spazio all’emozione e ai sentimenti.

Il nostro consiglio è lui, Izet Sarajlić con “ Chi ha fatto il turno di notte”, perché non importa di quale guerra si parli, i pensieri restano gli stessi:

Tempi duri per l’amore, sempre più duri.
Sono già state eseguite le sue mazurke e le polke.
Guarda un po’, anche le liceali
rifuggono dall’amore.

All’amore hanno dichiarato guerra.
Totale”

Buona lettura e buona felicità.

 

 


Mi chiamo Federica, le mie origini sono sicule ma la mia vita è in continuo movimento tra la Francia e l’Italia (per studio e passione, mi sono da sempre dedicata alle lettere e all’arte).

Ho un profilo in cui consiglio e racconto libri che si chiama Maisondul.

Amo la sensibilità e la gentilezza, cammino sempre con un libro in mano e gli occhi sgranati e curiosi verso il mondo.