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5 (+1) aneddoti di viaggio che non ti ho raccontato

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Quante cose non sono ancora riuscito a raccontarti!

Nell’ultimo post del diario di viaggio ti ho spiegato come è nata l’idea di Progetto Happiness Speciale Italia ma ci sono ancora un mucchio di avventure di cui potrei parlarti relative ai primi sei mesi di viaggio.

Israele, Palestina, Pakistan, India, Giappone, Corea del Nord, Australia, Stati Uniti: per ognuna di queste nazioni potrei parlarti per ore!

Dai couchsurfer agli spostamenti (ti ricordi della mia solitudine durante il ritorno dalla Valle dell’Hunza?), passando per la vita in ostello e gli incontri casuali per strada…

Ho vissuto un’avventura faticosa ma davvero fantastica e per questo mi sento fortunato.

Cinque aneddoti di viaggio di Progetto Happiness

Il glorioso passaggio del Waga Border, il confine tra Pakistan e India, con l’ovazione del pubblico in tribuna è stata solo una delle mille “stranezze” che ho vissuto.

Ieri però mi sono preso il pomeriggio libero e ho deciso di rivelarti 5 (+1) aneddoti del viaggio…

Trovare un motorino in Palestina…

Partiamo (quasi) dall’inizio.

Il protagonista del secondo episodio è Mohammed Al Khatib, un ragazzo palestinese che si stava preparando per qualificarsi alle prossime Olimpiadi di Tokyo.

Mo è una delle persone con cui ho legato maggiormente durante il viaggio e ancora siamo in contatto: un giorno riusciremo anche ad allenarci insieme!

Forse siamo diventati amici anche per “l’avventura del motorino”.

Volevo sfidarlo in velocità e un motorino mi sembrava l’unico mezzo con cui poterlo battere… ma non avrei mai immaginato che trovare un motorino in Palestina sarebbe stata un’impresa quasi insormontabile!

Non so a quante persone lo abbiamo chiesto: amici, negozianti, parenti…

La sfida sui 100 metri “Io in Moto vs. Mohammed correndo” stava per saltare quando ci siamo giocati la carta dello “speedy pizza”!

Sì, sono gli unici a possedere un motorino.

Orario della gara: 6 di mattina. 

Avremmo dovuto riconsegnare “il mezzo” entro l’inizio del turno del ragazzo.

“Speedy Pizza Palestinese” di cui non ricordo il nome: ti sarò sempre grato!


Ho fatto serata con Kabir Bedi

Kabir Bedi è tra le persone più “famose” che ho intervistato durante questo viaggio.

Forse molti di voi, i più giovani, non lo conoscono ma stiamo parlando di una vera star della TV italiana.

Il suo Sandokan è nel cuore di tante delle vostre mamme e nonne!

L’intervista si è svolta in una delle sale centrali di uno dei club più esclusivi di Mumbai,  con una favolosa terrazza con vista sulla spiaggia della città.

Ho trascorso diverse giornate al club grazie a una cara amica e qui ho potuto lavorare in tranquillità anche i giorni precedenti per preparare l’intervista.

L’emozione e la tensione erano alte ma alla fine Kabir Bedi mi ha aiutato a rilassarmi e mi ha regalato una chiacchierata molto piacevole.

Non solo: alla fine dell’intervista in buon Kabir mi ha portato con lui in discoteca!

Una serata epica ma… quello che succede a Mumbai resta a Mumbai 😉 

Posso solo dirvi che ci siamo divertiti un sacco!


La muraglia cinese e il “truffa-taxi”

A Pechino avevo un grande desiderio: visitare la Muraglia Cinese.

Stiamo parlando di una delle sette meraviglie del mondo e non potevo lasciarmela scappare ma… ora ti racconto.

Mancavano solo un paio di giorni prima di partire per la Corea del Nord e stavo per completare l’editing del secondo episodio sulle montagne del Wudang, l’intervista con Maestra Shifu.

Per staccare un po’ dal mio super monitor da 11 pollici, ho deciso di dedicare la mattinata alla visita dell’imponente Muraglia Cinese

Qui è iniziato un calvario.

Nel viaggio da Pechino alla Muraglia ho incontrato un Signor Tassista Truffaldino.

La sua promessa di portarmi in poco tempo davanti alla partenza del percorso guidato si è rivelata una truffa bella e buona.

Abbiamo girato a zonzo per la città: unico obiettivo? 

Far correre il tachimetro.

Risultato finale?

Una grande fregatura, tanto tempo perso e niente visita alla Muraglia Cinese: andava ultimato l’episodio e sapevo che in Corea non avrei mai avuto accesso a Internet…


Nascosto al cinema… di un ostello

Se mi seguite dall’inizio di quest’avventura sapete che il mio non è un viaggio extra-lusso…

The Challenge Express, il mio primo giro del Mondo è stato un buon allenamento: ho dormito in ogni luogo e in ogni condizione, eppure questo non mi era mai successo!

Come vi ho raccontato, in Australia la mia salvatrice è stata Maura, un’amica che conosco da più di sei anni, dal mio Erasmus a Parigi e che mi ha gentilmente ospitato per qualche giorno a Sidney.

Prima di arrivare da lei però ho dovuto affrontare una notte avventurosa…

Non avendo più posto dove dormire mi sono rintanato nella sala cinema di un ostello! 

La mattina seguente, come se nulla fosse, mi sono svegliato “riposato” e recitando le battute di qualche film 😉


I figli di Parmitano e l’asilo

Riuscire a intervistare Luca Parmitano alla NASA non è stato facile.

Tutto questo è stato reso possibile dal mitico Zio Ken e dall’amico Luca Molina, come ho raccontato in questa diretta su Twitch.

Quello che non sai però è che, in origine, avevo a disposizione solo trenta minuti di tempo con Luca.

Il problema è stato che Luca non aveva mai visto Zio Ken di persona!

Appena si sono incrociati hanno iniziato a disquisire di argomenti “spaziali”… più passava il tempo più il tempo per la mia intervista si accorciava ma non mi sarei mai permesso di interrompere la loro chiacchierata!

Per fortuna Luca è stata gentilissimo e siamo andati oltre il tempo stimato… e questo anche grazie al fatto che la moglie è andata a prendere i suoi figli a scuola al posto suo!

Se ho causato loro qualche problema, spero un giorno mi perdoneranno!


La canna con le suore

Nonostante tanti commenti “poco convinti” sulle mie abitudini (🙄) dopo il video sulle Sisters of The Valley, ti confermo nuovamente la mia scarsissima attitudine al fumo!

Sarà anche per questo che la canna preparata dalle suore e il simpatico scherzetto del birbantello Rudy mi ha causato qualche problemino…

Diciamo che la sera, quando sono rientrato dopo l’incontro con suor Kate, non ero proprio al massimo della forma…

Ecco… riassumere così la conclusione della giornata.


Spero che tutti questi aneddoti ti abbiamo strappato un sorriso…Sono sincero: avrei una infinità di altre storielle da raccontarti!

Gli episodi sono solo una piccola parte del Progetto: c’è davvero un mondo di persone, incontri, avventure, dietro ogni intervista!

Mi è dispiaciuto non essere riuscito a raccontarti tutto in questi mesi ma con Progetto Happiness Speciale Italia mi sono promesso di farti vivere ancora di più la mia vita dietro le quinte.

Per questo ci saranno un po’ di novità che nelle prossime settimane ti svelerò!