Il VOODOO: la religione più fraintesa al mondo
Bambole con gli spilli, magia nera, stregoneria. Quando senti la parola “voodoo”, probabilmente pensi a questo. Ma il voodoo è molto di più, e noi di Progetto Happiness l’abbiamo scoperto sulla nostra pelle. Letteralmente.
Siamo andati in Benin, la culla di questa religione millenaria, per partecipare a una vera cerimonia di iniziazione. Quello che abbiamo trovato ha ribaltato ogni stereotipo.
Cos’è il Voodoo: la religione più fraintesa al Mondo
Il voodoo è una religione nata in Africa occidentale così tanto tempo fa che nessuno sa esattamente quando. Gli storici la considerano una delle più antiche al mondo. È una religione monoteista che venera un dio creatore supremo, ma questo dio è considerato troppo remoto per raggiungerlo direttamente. I fedeli venerano quindi centinaia di spiriti intermedi che risiedono negli animali, nelle piante e negli amuleti, e credono che il mondo dei vivi e quello dei morti coesistano fianco a fianco.
In Benin il voodoo è religione ufficiale dal 1996 e l’80% della popolazione lo pratica. Oggi conta più di 60 milioni di credenti nel mondo, tra Africa occidentale, Haiti, Cuba (dove si chiama Santería) e Stati Uniti.
I film ci hanno convinto che fosse stregoneria. La realtà è completamente diversa.
Nella culla del Voodoo
Sono le cinque del mattino quando saliamo sulla piroga e lasciamo il porto di Cotonou. Destinazione: il villaggio del grande sacerdote che condurrà la cerimonia di iniziazione. Giuseppe ha addosso uno strano presentimento.
“Sento di essermi messo in un’avventura più grossa di me”, racconta. “Ma in fondo amo questa sensazione.”
Il viaggio passa per il mercato galleggiante di Ganvié, dove le donne preparano la colazione ai pescatori prima dell’alba. Fritture di manioca, tisane dolcissime con latte condensato, spazzolini di legno da masticare. Augustin, la nostra guida locale, si fa cinque colazioni consecutive. Giuseppe prova ad assaggiare tutto, ma soffre la barca.
Poi arriviamo al Fetish Market.
Il Mercato dei Feticci
Questo è il luogo dove i sacerdoti voodoo comprano gli ingredienti per le cerimonie. Per un occidentale è difficile da comprendere: rane secche, lucertole, camaleonti, teste di cani, ossa di cavallo. C’è una puzza di animale che non riusciamo a descrivere.
Ma Augustin spiega: il mercato è la loro farmacia. Le erbe medicinali curano il corpo; le polveri ricavate dagli animali curano lo spirito. Ogni ingrediente ha un significato preciso. Le rane secche? Servono per preparare la fortuna. Le ossa di cavallo? Donano forza fisica. Niente è casuale.
Lungo la strada, notiamo una donna che tiene legate al ventre due statuette. Pensava fossero le famose bamboline voodoo. Invece no: erano i suoi gemelli, morti da piccoli, che nel voodoo deve continuare a curare come se fossero vivi per mantenere vivo il loro spirito.
La Cerimonia nella Foresta Sacra
Al villaggio del sacerdote, gli anziani accolgono Giuseppe con canti e tamburi. Non è una festa: è un’invocazione. Il ritmo ipnotico aiuta i fedeli a separarsi dal corpo fisico per essere posseduti temporaneamente dagli spiriti. Nel voodoo, essere posseduti è il più grande onore. Sei il prescelto.
Nella foresta sacra, Giuseppe toglie le scarpe per rispetto. È qui che quattro secoli fa il re del Benin nascose i poteri del voodoo per proteggerli dagli invasori cristiani.
Il sacerdote chiama lo spirito del tuono attraverso un corno. Sputa gin sul vaso per ubriacare lo spirito e renderlo più forte. Prima di sacrificare la colomba, le consegna un messaggio da far giungere agli spiriti attraverso la sua morte. Più fresco il sangue, più energia vitale giungerà allo spirito.
“Non sono qui per giudicare una cultura vecchia millenni”, pensa Giuseppe mentre i rovi del sacerdote gli graffiano la pelle, “ma per comprendere l’essenza della loro spiritualità.”
Spaccare la giara di terracotta equivale a distruggere per sempre tutte le energie negative accumulate durante una vita. L’olio di palma scioglie ogni ostacolo sul cammino. La polvere da sparo tiene lontani i nemici. E poi, il momento più intenso: mangiare la terra trasformata in cenere per ricevere il potere di fare del bene con le parole.
La cerimonia è finita. Da oggi, Giuseppe sarà protetto per sempre dagli spiriti del voodoo.
Tre Lezioni sulla Felicità
Il sacro è connessione, non giudizio
Il sacrificio animale può sembrare brutale. Ma ci poniamo una domanda: chi è più civilizzato? Noi, che vediamo il cibo come prodotto nei supermercati senza sapere cosa significa mangiare un altro essere vivente? O loro, che celebrano il sacrificio, ringraziano l’animale, creano una connessione con gli spiriti e poi lo mangiano insieme, rendendo sacro ogni morso? Il sacro non è separato dalla vita. È dentro ogni gesto consapevole.
Per proteggere devi prima lasciarti andare
La cerimonia richiede di abbandonare il controllo. L’alcool inibisce la razionalità. I tamburi ipnotici separano dal corpo fisico. I rovi sulla pelle riportano nel momento presente. Non puoi entrare nella dimensione sacra con la mente che giudica. Devi arrenderti. Solo così gli spiriti ti accolgono e ti proteggono.
Conoscere poco è sapere di più
“Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando, è che so molto poco. Quel poco che so è solo frutto della mia cultura, delle mie esperienze e del mio punto di vista.”
La responsabilità di chi viaggia è mostrare il mondo per come esiste, senza giudizio. Se vogliamo davvero scoprire la ricetta della felicità, dobbiamo mettere in discussione il nostro punto di vista. Sempre.
Il voodoo è forse la religione più fraintesa al mondo. Per chi lo pratica, è uno stile di vita completo che include cultura, filosofia, lingua, arte, danza, musica e medicina. È facile ridurre queste immagini a qualcosa di schifoso, ingiusto o selvaggio. Ma la vera saggezza sta nel riconoscere quanto poco sappiamo, e quanto il nostro giudizio sia solo il riflesso della nostra cultura.
La felicità, forse, inizia proprio qui: nell’apertura ad altre idee riguardanti la religione, dio, e il modo di vivere questo breve periodo che ci è concesso sulla Terra.
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