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Reminder: sorridi alla paura

Quando parti per un giro del mondo che durerà un anno intero e stai per fare qualcosa di completamente nuovo, avere paura e’ normale.

E sebbene non sia il mio primo lungo viaggio o la mia prima avventura nel quale provo a diventare qualcosa che non ero, alla vigilia della partenza mi assalgono mille domande:

“Ma che cavolo sto facendo?”

“Sarò in grado di diventare un reporter e condividere le mie emozioni e quelle di tutte le persone che incontrerò?”

“Ce la farò a portare a termine il progetto?”

Tutte queste paure mi si amplificano al l’ennesima potenza al momento degli ultimi abbracci forti, quelli in cui cerchi di registrare l’odore, lo sguardo, la voce delle persone che ti mancheranno di più per portarti quel ricordo con te.

Ma poi rimani solo, con il tuo sogno messo in discussione all’improvviso.

Dopo un anno di preparazione, di certezze, di determinazione, arrivi all’aeroporto per prendere il primo volo e diventa tutto incerto.

Non sai più se vale pena sacrificare tutto questo per qualcosa di cui non hai nessunissima certezza.

Mi stacco dal serpente di gente che segue le direzioni per il Gate B22, direzione Tel Aviv e mi fermo un attimo a respirare profondamente come se volessi far respirare anche il mio cervello andato in panne.

So cosa sta succedendo perché l’ho già vissuto: è la paura pura e cruda della novità e dell’incerto che testa la tua determinazione per vedere se te lo meriti veramente.

Quando però la paura prova a spaventarti e farti indietreggiare, è il momento di sorridere di rimando e ringraziarla per ricordarti quanto ardentemente vuoi raggiungere il tuo obbiettivo.

Faccio l’ultimo respiro che diventa una ricarica immediata di energia e positività, mi rimetto nel serpente di persone verso il gate b22 per Tel Aviv pronto a scrivere il mio futuro.