Kalsarikännit. Bere in mutande: il segreto della felicità finlandese!
Viaggiare in giro per il mondo significa scoprire nuove forme e segreti per una vita di felicità.
Tra tutti i paesi visitati, la Finlandia, in questi anni, di spunti interessanti ce ne ha regalati parecchi e anche stavolta ci ha stupiti con il Kalsarikännit, la filosofia che ci invita a staccare tutto, rimanere a casa e non sentirsi in colpa per farlo.
Kalsarikännit: la felicità che nasce dalla quotidianità
Un termine complesso – sembra quasi uno scioglilingua – ma, tradotto letteralmente, si rivela in tutta la sua bizzarra simpatia, Kalsarikännit, infatti, significa “bere in mutande”. Non si tratta solo di un passatempo folkloristico, è una risposta culturale a un’esigenza sempre più diffusa, quella di ritrovare spazi di libertà personale, lontani da occhi indiscreti, da aspettative sociali e da agende che rischiano di scoppiare.
Il Kalsarikännit è una fuga dal burnout.
Potremmo definirlo, dunque, un bisogno che nasce da un presente colmo di impegni, incontri, socializzazione forzata. Per quanto stare con gli altri possa arricchirci, è altrettanto importante dedicarsi all’otium profondo, durante cui potersi lasciare andare. Attenzione però, la filosofia non è da non confondere con il famoso Hygge che, pur perseguendo una felicità simile, si pratica attraverso rituali ben precisi, candele accese e atmosfere raccolte ma conviviali.
Come spiega il giornalista Miska Rantanen, autore del libro “Päntsdrunk: The Finnish Path to Relaxation”, la pratica del Kalsarikännit è molto più di un gesto estemporaneo: è un modo per restituire valore alla solitudine positiva, celebrare la lentezza e riconoscere che non c’è nulla di strano nel concedersi una pausa sincera. Il libro uscito nel 2018, ha riscosso un grande successo internazionale ed è stato persino promosso dal sito ufficiale del governo finlandese come esempio rappresentativo dello stile di vita ideale!
Perché proprio “bere in mutande”?
Può sembrare eccentrico, ma bere in mutande non è un atto esibizionistico, bensì un gesto di autenticità ancestrale, radicale. È il simbolo di un momento in cui si rinuncia a ogni forma di apparenza e si sceglie il comfort totale, senza freni inibitori e senza paura dei giudizi.
In Finlandia, inoltre, la nudità o la semi-nudità non hanno la stessa connotazione scandalistica che assumono in altre culture e sono legate a un rapporto naturale con il corpo (si pensi alla tradizione delle saune).
Stare in mutande a casa è un atto normale, un modo per dire: “Qui non devo impressionare nessuno. Sono me stesso, il mio corpo e la mia mente.”
E sul bere? Beh, L’alcol non è indispensabile, ma fa parte del rituale. Un bicchiere di vino, una birra o un cocktail se consumati senza eccessi diventano una coccola consapevole e genuina.
Fenomeni culturali della Felicità
Non ci sorprende che questa filosofia arrivi dal paese “vincitore” del World Happiness Report: nel 2025, infatti, per l’ottavo anno consecutivo, la Finlandia è stata dichiarata il Paese più felice del mondo. E per essere felici bisogna impegnarsi, capire quali possano essere i gesti che fanno stare bene, quale sia l’equilibrio per una vita tranquilla, replicabile poi su scala mondiale.
Ecco perché oggi il Kalsarikännit è una sorta di fenomeno culturale esportabile, raccontato da testate internazionali come BBC, The Guardian, Business Insider, Vogue e persino celebrato sui social! Grazie alla sua diffusione mediatica, è conosciuto e praticato anche in altri Paesi, come Stati Uniti, Canada e Regno Unito, perché è democratico, non ha bisogno di strumenti speciali: basta un divano, uno spazio per sé e la volontà di regalarsi del tempo.
5 passi per praticare il Kalsarikännit
Non servono oggetti, né rituali complicati. Basta seguire semplici consigli:
- Una serata libera da impegni, nessun appuntamento, niente doveri, solo se stessi.
- Abiti comodi, senza alcun dress code, lasciandosi andare al massimo del comfort.
- Una bevanda che ti piace: che sia un alcolico o no, non importa, ciò che conta è celebrarsi.
- Un’attività che ti fa star bene. Un film rilassante, un libro dimenticato sul comodino, una playlist musicale e via.
- Un ambiente accogliente, con luci basse, coperte, cuscini, senza artifici e perfezione.
Praticare il Kalsarikännit è un gesto piccolo sì, ma potente. Un’occasione per ricordarsi che siamo tutti umani, diversi a modo nostro, e che abbiamo bisogno di tempo per respirare, per perderci e, naturalmente, ritrovarci un po’ più felici.