Plastica e ambiente: conoscere per costruire un futuro sostenibile
Cambiamento e crisi climatica sono due degli argomenti, strettamente legati tra loro, che fanno ormai parte della nostra quotidianità.
Vi siete mai chiesti, però, quali siano i fattori che hanno determinato l’incremento dell’emergenza climatica?
Sicuramente la plastica è uno dei principali.
Ne produciamo più di quanta effettivamente ne riusciamo a smaltire, soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa, dove i sistemi di raccolta dei rifiuti sono insufficienti.
Sapevate per esempio che, in soli quasi 70 anni, siamo riusciti ad ammassare più di 8 miliardi di tonnellate di plastica?
Dalle origini della plastica
Per comprendere un problema è importante andare a fondo e analizzarlo dall’origine.
Ecco quindi che la storia della plastica inizia con l’inglese Alexander Parkes nel 1861, con lo sviluppo del primo materiale semi sintetico, a cui diede il nome di parkesine (poi conosciuto come xylonite).
Pochi anni dopo le ricerche si perfezionarono con i fratelli americani Hyatt che inventarono la celluloide, il primo vero antenato della plastica, con il difetto di essere troppo infiammabile.
La svolta decisiva? Nel 1912, grazie all’invenzione del polivinilcloruro (PVC) (ad opera del chimico tedesco Fritz) che solo molti anni dopo iniziò ad essere usato su larga scala.
Una risorsa utile
Parliamo dei rischi della plastica ma non demonizziamone l’uso: quest’ultima ha un’evidente utilità. Il suo segreto sta nella parsimonia, nell’utilizzo necessario e consapevole.
La plastica, del resto, ha rivoluzionato la medicina con dispositivi salvavita, ha reso più leggere le automobili e i jet, consentendo di risparmiare carburante e inquinare di meno; ha guarito vite con caschi, incubatrici e attrezzature per rendere potabile l’acqua.
La plastica in numeri
Sapevate che…
- Metà di tutta la plastica prodotta è stata realizzata solo negli ultimi 15 anni; la produzione è aumentata dai 2,3 milioni di tonnellate del 1950 ai 448 milioni di tonnellate del 2015.
- Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono dalle nazioni costiere negli oceani. Equivale a buttare cinque buste di immondizia ogni 30 centimetri di costa in tutto il mondo.
- Spesso le plastiche contengono additivi che le rendono più resistenti, più flessibili e durevoli. Si stima che alcune possano durare almeno 400 anni prima di degradarsi.
Plastiche, microplastiche e ambiente
La maggior parte della plastica presente nelle acque proviene dalla terraferma, ma appena arrivata nel mare può disperdersi in tutto il mondo.
Sull’isola Henderson, luogo praticamente disabitato tra Cile e Nuova Zelanda, alcuni scienziati hanno trovato oggetti di plastica provenienti da Russia, Stati Uniti, Europa, Sud America, Giappone e Cina.
Ma non è tutto. Spesso i suoi residui vengono degradati dagli agenti atmosferici trasformandosi nelle cosiddette microplastiche, depositandosi anche nei sistemi idrici cittadini che forniscono acqua potabile.
Ogni anno, inoltre, milioni di animali vengono uccisi dalle plastiche: uccelli, pesci e altri organismi marini. Foche, balene, tartarughe, per esempio, finiscono spesso strangolati da attrezzature ittiche e anelli di plastica o,ancora peggio, intrappolati senza possibilità di nutrirsi.

Riciclaggio della plastica
C’è stato, come detto in precedenza, un aumento esponenziale del consumo di plastica, anche se l’obiettivo dell’Unione Europea per il 2025 sarebbe quello di riuscire a riciclarne almeno il 50%. Ecco perché è importante offrire un contributo concreto.
Nel gennaio del 2022, dopo vari rinvii, è entrata in vigore la direttiva UE che prevede il divieto della plastica monouso come le stoviglie usa e getta e le cannucce. Per fortuna le politiche in atto sono molte altre e secondo il CONAI il 73% dei packaging immessi sul mercato è stato già avviato al riciclo.
Nel quotidiano, comunque, ci sono tanti altri gesti che possono contribuire al cambiamento:
- Privilegiare prodotti che non abbiano imballaggi di plastica
- Preferire i detersivi distribuiti alla spina che permettono di utilizzare sempre gli stessi contenitori
- Comprare frutta e verdura sfusa
- Utilizzare delle buste di tela quando si va al supermercato o a fare shopping
- Evitare di acquistare acqua in bottiglia, installando un purificatore di acqua nella propria abitazione.
Felicità e ambiente: non possono esistere l’una senza l’altra
In un mondo in pericolo non puoi essere felice, perché anche la tua vita lo è.
Probabilmente in questa semplice frase riusciamo a comprendere il perché sia così importante partecipare alla salvaguardia dell’ambiente.
Quando parliamo di cambiamento climatico, di crisi, di inquinamento, guardiamo al problema come se fossimo degli spettatori, come se le vittime fossero animali e natura, non considerando che anche noi ne siamo direttamente coinvolti.
Siamo natura e la Terra, con le sue condizioni favorevoli, è, almeno per il momento, l’unico luogo possibile in cui poter abitare. L’UNICO luogo in cui possiamo esistere ed essere felici.
Proteggiamola per proteggerci.

Questo Articolo vuole contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo 03 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.