Jugaad: l’arte di arrangiarsi che ci avvicina alla felicità
Termini sconosciuti, per usi felici? Ne abbiamo uno: Jugaad! Una parola hindi dal suono curioso e dal significato articolato, che in India rappresenta un vero e proprio modo di vivere: l’arte di arrangiarsi con creatività, trovando soluzioni innovative per risolvere problemi o circostanze avverse con strumenti d’uso quotidiano.
L’espediente ingegnoso della felicità
Dal punto di vista etimologico, la parola Jugaad significa “espediente ingegnoso”.
Ma ridurla a poche lettere non rende giustizia alla sua portata filosofica.
La Jugaad è quell’approccio mentale che unisce frugalità, resilienza e inclusione, e che ci insegna a fare molto con poco, valorizzando le risorse disponibili.
È lo stesso principio che anima il riciclo creativo: un oggetto rotto o destinato alla spazzatura può rinascere sotto nuove sembianze, e il piacere che proviamo nel dargli nuova vita è il segno tangibile che la creatività è fonte di gioia.
In un tempo in cui siamo alla ricerca della sostenibilità, cosa c’è di meglio?
Nonostante l’origine antica, questo metodo è ancora molto attuale. Dopo la crisi finanziaria del 2008, il mondo ha compreso che la crescita non può più poggiare solo sullo spreco e sulla sovrabbondanza, ma deve fondarsi su un uso responsabile delle risorse.
Libri e storie da ogni parte del mondo
Il concetto si è diffuso anche grazie alla pubblicazione del libro “Jugaad Innovation: Pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente” di Navi Radjou, Jaideep Prabhu e Simone Ahuja.
Il volume raccoglie oltre 150 vicende di individui, imprese e comunità capaci di trasformare difficoltà in opportunità di crescita e, naturalmente, di felicità.
Un esempio emblematico è quello del vasaio indiano Mansukh Prajapati, che dopo un terremoto vide il suo villaggio restare privo di elettricità. Per aiutare la comunità, ideò un frigorifero in argilla raffreddato ad acqua, in grado di conservare cibi freschi senza corrente.
O quello di Kanak Das, che ogni giorno percorreva in bicicletta strade dissestate nonostante i dolori alla schiena, finché non ebbe l’intuizione di creare un ammortizzatore capace di assorbire l’energia degli urti e utilizzarla come propulsione.
Questi racconti mostrano come la Jugaad non sia un semplice “fare le cose alla meno peggio”, ma un modo di inventare, improvvisare e soprattutto di guardare con occhi diversi ciò che abbiamo intorno.
Benefici per la felicità e la società
Sapete perché la Jugaad faccia così bene?
Ecco alcuni dei suoi benefici:
- Riduce lo stress, perché ci fa sentire più padroni delle situazioni.
- Stimola la creatività, perché ci abitua a pensare fuori dagli schemi.
- Dona un senso di efficacia personale, con il “ce la posso fare anche con poco”.
- Alimenta la gratitudine, valorizzando ciò che già possediamo.
- Contribuisce alla sostenibilità, riducendo sprechi e consumi.
- Crea connessione, perché molte soluzioni nascono e crescono insieme ad altri.
Dal villaggio alle multinazionali
Può sembrare bizzarro, ma la Jugaad ha ispirato anche grandi aziende globali.
Colossi come Philips, Renault Nissan, Facebook, PepsiCo, Tata Group e molti altri hanno adottato questo approccio nei propri processi aziendali.
Philips, ad esempio, ha sviluppato per i mercati emergenti dispositivi medicali a basso costo e a ridotto consumo energetico:
- elettrocardiografi portatili alimentati a batteria,
- apparecchi a ultrasuoni compatti,
- sistemi di illuminazione LED per ospedali rurali.
Il punto chiave non risiede soltanto nei prodotti, ma soprattutto nella mentalità che li ha generati:
progettare in modo essenziale, eliminare il superfluo e pensare a soluzioni scalabili.
Conclusione
E se la felicità non dipende da ciò che abbiamo, ma da come lo riutilizziamo?
Forse è più semplice di quanto pensiamo, più durevole di quanto ci insegnano, più profonda di quanto immaginiamo.
Perché non provarci?