La creatività che rende felici
Di risposte sorprendenti sulla felicità, in questi anni, ne abbiamo ricevute migliaia. Tutte diverse con elementi ricorrenti: l’amore, la famiglia, la natura e la sua bellezza. Ma se vi dicessimo che potremmo scoprirla anche nell’esercizio della creatività, nell’atto di immaginare e di esprimere ciò che siamo?
Attenzione, non ci riferiamo alla creatività intesa come talento artistico, ma di ciò che si manifesta ogni volta che diamo forma al nostro mondo interiore grazie a cui trasformiamo idee, emozioni e intuizioni in qualcosa di nuovo. Scrivere, dipingere, progettare, per esempio.
Per mostrarvi come allenarla abbiamo scelto due declinazioni differenti: la filosofia spirituale del Vedānta e la pratica quotidiana delle Morning Pages ideata da Julia Cameron.
Vedānta: la filosofia che crede nella creatività
Il Vedānta è una delle scuole filosofiche più antiche dell’India. Il termine significa “fine dei Veda” e si riferisce all’ultima parte dei testi sacri dell’induismo e alla loro forza spirituale.
Secondo il Vedānta, gli esseri umani non sono semplicemente corpi o menti, ma scintille di coscienza infinita da cui nasce ogni forma, ogni pensiero.
Potremmo definirla, infatti, la filosofia che fa emergere la parte più intima della creatività, quella che non si ha, né si impara, ma che si è. Questo perché, quando creiamo in modo autentico, siamo in contatto con la nostra essenza più profonda.
Secondo il Vedānta, la creatività non si cerca, si rivela ed ecco quattro spunti per viverla in modo più profondo:
- La creatività nasce dal silenzio
Il silenzio interiore, chiamato Mauna, è uno strumento potente. Quando smettiamo di riempire ogni spazio con pensieri, parole e stimoli esterni, possiamo finalmente ascoltare e le intuizioni più luminose arrivano quando ci concediamo il vuoto.
- La mente calma è terreno fertile
La meditazione non serve a “pensare di più”, ma a pensare bene, a lasciare spazio. Quando la mente si riposa, la creatività non è forzata: emerge da sé, come l’acqua da una sorgente. - Autenticità prima di tutto
Quando creiamo dal contatto con il nostro sé, non abbiamo bisogno di piacere, stupire o apparire. Non serve “fare arte”, basta essere veri. E tutto ciò che nasce da lì ha già valore. - Ogni gesto può essere “creativo”
Scrivere, disegnare, ma anche cucinare, ascoltare, camminare: la creatività è la qualità che mettiamo in ciò che facciamo quando siamo presenti, liberi, connessi.
Julia Cameron e le Morning Pages: risvegliare la voce interiore
In un contesto molto diverso, ma con una sensibilità simile, Julia Cameron – artista, scrittrice e regista americana – ha pubblicato uno dei metodi più diffusi al mondo per sbloccare la creatività: “The Artist’s Way”. Pubblicato per la prima volta nel 1992, è diventato un vero riferimento per scrittori, musicisti, terapeuti e creativi di ogni genere. Al centro di questo “percorso” si trova una pratica semplice ma rivoluzionaria: le Morning Pages.
Ma di cosa si tratta, esattamente?
Le Morning Pages sono tre pagine scritte a mano ogni mattina, appena svegli, in assoluta libertà. Non devono né essere belle né interessanti, e non vanno lette da nessuno – nemmeno da chi le scrive. L’obiettivo non è “scrivere bene”, ma svuotare la mente: lasciar fluire pensieri ripetitivi, paure, preoccupazioni, rabbia, confusione. Tutto ciò che occupa la testa viene riversato sulla carta, così da dare spazio al nuovo.
Julia Cameron descrive questa pratica come una forma di meditazione scritta, un’occasione per superare il rumore e ascoltare quella voce più autentica che spesso viene soffocata dal giudizio.
Secondo Cameron, le Morning Pages:
- aiutano a far emergere la creatività e il perfezionismo;
- favoriscono introspezione e chiarezza emotiva;
- riducono l’ansia e migliorano il benessere mentale.
È un rituale che non richiede strumenti particolari: basta un quaderno, una penna e, soprattutto, tanta costanza.
In che modo tutto questo può renderci più felici?
Beh, di certo, stimolare la creatività ha un effetto profondamente terapeutico!
Grazie ad essa:
- Elaboriamo emozioni complesse, anche senza parole.
- Entriamo in uno stato di flow, in cui tempo e giudizio si sospendono.
- Recuperiamo un senso di agency, cioè la capacità e l’energia di agire sul mondo.
La creatività, a sua volta, migliora l’umore, stimola l’autostima e rafforza la connessione con gli altri, insegnandoci a vivere con più leggerezza.
Quindi, perché no?