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Niksen: la filosofia felice che ci insegna a rallentare

Niksen

Se ci osservassimo da lontano, magari da un altro pianeta, potremmo vederci così: piccoli robot impazziti in un mondo digitalizzato che ci impone una velocità sempre maggiore.

Degli omini che corrono come automi, perché ogni attimo non “sfruttato” sembra un’opportunità perduta.

Esiste, però, una via di fuga per svegliarci da questa condizione, ovvero il concetto olandese di niksen – l’arte di non fare nulla. 

Potremmo definirlo un atto rivoluzionario, una risposta per respirare e riscoprire una nuova felicità. 

La pratica del Niksen, infatti, seppur apparentemente semplice, si rivela invece un potente antidoto contro lo stress cronico, il burnout e le crescenti sfide legate alla salute mentale.

Niksen: una filosofia contro il tempo e il senso di colpa

Secondo una ricerca del 2023 condotta dalla piattaforma internazionale GoodHabitz, due lavoratori su tre in Italia soffrono di burnout. 

Questo dato riflette una realtà preoccupante non solo nel nostro Paese, ma anche a livello globale. Il fenomeno, riconosciuto dall’OMS come una malattia cronica, è il risultato di una vita orientata esclusivamente alla produttività, spesso a scapito del benessere personale.

Trovare una via di fuga da questa condizione non è affatto semplice, perché anche solo l’idea di “non fare nulla” si scontra con radicate resistenze culturali. 

La giornalista Olga Mecking ne ha parlato nel suo libro The Lost Art of Doing Nothing, contribuendo così a diffondere il concetto di Niksen in Europa. 

Nel suo lavoro ha evidenziato come il senso di colpa legato al riposo sia il risultato di una cultura che, da un lato, glorifica l’iperproduttività e, dall’altro, stigmatizza l’ozio, rendendo ancora più difficile abbracciare questa pratica.

Ma cos’è il Niksen?

Il termine è nato nei Paesi Bassi, deriva dal verbo olandese niks, che significa “niente”, e in italiano possiamo tradurlo “dolce far niente”. 

Fare niksen, quindi, implica mettere in pausa le attività quotidiane per osservare il mondo intorno a sé, lasciando che il tempo scorra senza un piano preciso.

Strano forse?

Potremmo definirlo un radicale cambio di paradigma: dove altre filosofie, come la mindfulness, incoraggiano la concentrazione sul presente, il niksen celebra la libertà di lasciarsi andare. Non c’è alcun bisogno di focalizzarsi, meditare o raggiungere uno stato di calma interiore specifico; è un’esperienza fluida e spontanea.

Attraverso il Niksen scegliamo consapevolmente di non attribuire uno scopo a ogni azione, una vera rivoluzione.

Il suo successo internazionale è innegabilmente attribuibile a una crescente consapevolezza globale sull’importanza della salute mentale e a una reazione contro i ritmi frenetici della vita moderna. Durante la pandemia di COVID-19, esso ha guadagnato ancora più attenzione, ponendosi come un’alternativa praticabile per affrontare la paura della solitudine e dell’attesa.

Niksen come terapia validata dalla scienza

Anche studi scientifici supportano l’importanza delle “pause” per il benessere mentale e per l’umore. Ricercatori dell’Università di Melbourne hanno scoperto che i momenti di inattività possono migliorare la capacità di concentrazione e la produttività.

Inoltre, una ricerca pubblicata nel Journal of Behavioral Medicine, ha evidenziato che le pratiche di rilassamento riducono significativamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, contribuendo a migliorare il sistema immunitario e a rallentare l’invecchiamento cellulare. Del resto è ormai comprovato: il cervello in uno stato di riposo rielabora le informazioni più efficacemente, favorendo intuizioni e creatività.

I passi per iniziare con il Niksen

Tecnicamente, abbracciare il Niksen richiede un cambiamento di prospettiva e un allenamento quotidiano, per praticarlo esistono delle strategie efficaci, frutto di analisi scientifiche:

1. Micro-pause quotidiane

Uno studio condotto presso l’Università di Stanford ha dimostrato che brevi pause di 5-10 minuti ogni ora migliorano il benessere psicologico. Si può iniziare con momenti di inattività osservando il paesaggio, ascoltando il silenzio o lasciando vagare la mente.

2. Attività semi-automatiche

Per chi trova difficile stare completamente fermo, attività come disegnare, lavorare a maglia o passeggiare senza meta possono essere altrettanto efficaci. Questi gesti semplici attivano processi mentali creativi.

3. Scrivere per liberare la mente

Scrivere un diario di gratitudine o annotare pensieri è un efficace strumento per ridurre lo stress. Questa abitudine può rappresentare anche un modo graduale per avvicinarsi al Niksen, aiutando la mente a liberarsi dalle pressioni quotidiane.

4. Limitare le distrazioni digitali 

Il Niksen richiede di disconnettersi da smartphone e computer. Si tratta di un punto molto importante, perché uno studio del Pew Research Center ha rilevato che il 67% degli adulti sperimenta una “ansia da notifica”, un fenomeno che impedisce un rilassamento autentico.

5. Allenare la mente al rilassamento

Non pensare è un’abilità impossibile? No, ma richiede allenamento. Inizialmente, i pensieri intrusivi possono sembrare un ostacolo, ma con il tempo, la mente può imparare a vagare liberamente senza soffermarsi su preoccupazioni.

I tre benefici del Niksen

  • Stimolazione della creatività: Quando la mente è a riposo, si attivano aree cerebrali legate all’immaginazione e alla risoluzione dei problemi.
  • Miglioramento della salute fisica e mentale: Studi mostrano che il rilassamento contribuisce a regolare la pressione sanguigna e a migliorare la qualità del sonno.
  • Riconnessione con se stessi: Praticarlo aiuta a riscoprire desideri e passioni spesso soffocate dalla routine.

Niksen e felicità: una visione globale

Sebbene il niksen incentivi la disconessione, è curioso come la tecnologia possa contribuire alla sua pratica. Strumenti digitali progettati per il rilassamento, infatti, offrono un supporto prezioso per creare momenti di pausa nella frenesia quotidiana. 

Un’idea innovativa è quella di sviluppare spazi virtuali dedicati a questa pratica: ambienti digitali immersivi, arricchiti da paesaggi sonori rilassanti o esperienze interattive, pensati per rendere l’arte del “non fare nulla” accessibile e coinvolgente.

Adesso non hai più scuse, la prossima volta che sentirai il bisogno di rallentare, fermati, guarda fuori dalla finestra, ascolta il silenzio. 

Potresti scoprire, proprio lì, un’autentica e inaspettata felicità.