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Come ripartire da zero nei momenti difficili. Metodo Shinkansen

“Mollo tutto e riparto da zero”. Quante volte lo hai pensato?

Anche se nella mia vita sono ripartito più volte da zero, il numero di momenti in cui mi sono posto questa domanda è stato sicuramente superiore delle volte in cui mi sono messo davvero in moto verso il cambiamento.

Ho approfittato dei giorni finali del mio mese di digital detox per tornare a casa e riabbracciare i miei genitori.

Mentre sono qui nella mia cameretta a scrivere le storie che finiranno nel mio libro mi sono reso conto di quanti ragazzi, che ho incontrato e che mi scrivono ogni giorno, sentono questa esigenza di voler mollare tutto e andarsene dalle loro case verso nuove avventure.

Perché nei momenti difficili vogliamo ripartire da zero allontanandoci anche fisicamente dal passato? Da dove nasce l’esigenza di questo cambio radicale? Non si potrebbe procedere a piccoli passi e ottenere lo stesso risultato?

La mia curiosità mi impone di fare tutte queste domande agli psicologi del Team di Stimulus Italia che mi stanno affiancando in questo viaggio.

Chi meglio di loro può aiutarmi a scoprire qualcosa in più di questa voglia di “mollare tutto e ricominciare da zero”.


Perché vorremmo ripartire da zero?

Può capitare nella vita di sentire la necessità di ricominciare da zero, di ripartire da una situazione che sembra un vicolo cieco o da una via senza uscite soddisfacenti per noi stessi e per la nostra felicità.

Solitamente può essere una sensazione che matura dentro di noi lentamente oppure come un vero e proprio momento in cui realizziamo che qualcosa nella nostra vita non ci soddisfa pienamente e la soluzione si trova in un luogo diverso da dove viviamo in questo preciso momento.

Cambiare completamente la propria vita in un luogo completamente diverso può sembrare allettante a molti: la tipica frase “mollo tutto e apro un chiringuito in spiaggia” viene ripetuta spesso durante momenti difficoltosi della vita ma ricominciare da zero è tutt’altro che semplice, eppure è possibile. 

Si tratta di un percorso complesso e che in alcuni casi può essere pieno di ostacoli.

L’effetto Shinkansen

Per riferirsi a questi grandi cambiamenti che avvengono, ad esempio, in seguito a una forte crisi, a un problema di salute o alla fine di una relazione, possiamo parlare di effetto Shinkansen.

Il termine Shinkansen proviene dal Giappone e si riferisce a uno dei cambiamenti più complessi che questo paese ha dovuto affrontare dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Uno dei simboli della ricostruzione da zero del paese fu proprio lo Shinkansen, il cosiddetto “treno proiettile”, un simbolo del cosiddetto “miracolo giapponese”.

Il costruttore, Mikawa, ha spiegato che: “se vuoi che un treno aumenti la sua velocità massima di 10 km / h, sarà sufficiente aggiungere più cavalli al motore. Tuttavia, se vuoi che passi da 150 km / ha 300 km / h, devi realizzare un design completamente diverso” 

L’applicazione di questo cambio di mentalità può essere difficile, ma non complessa. 

Un aspetto che a volte può frenarci nel dare il passo decisivo e costruire un’altra volta il nostro cammino in cerca di felicità è pensare che “ormai è troppo tardi”, che avere una certa età, un certo percorso professionale, una situazione del passato, implica, per esempio, dover cedere, perché le nostre opportunità sono ormai passate.

Come capire se è la soluzione giusta: qualche consiglio?

Non è mai tardi per uscire dalla sofferenza: di fatto, è un obbligo.

Cosa è possibile fare per capire se cambiare luogo di vita e ricominciare da zero può essere la soluzione giusta?

  • Pensate al vostro futuro e chiedetevi dove vi piacerebbe vedervi, se avete qualche dubbio, se avete paura, realizzare il seguente esercizio di visualizzazione: immaginatevi tra due anni, ma immaginatevi felici, soddisfatti e tranquilli.
  • Riflettete su cosa, in quel momento, vi fa essere felici e sereni: lì si trova la soluzione. Più che cercare la felicità ideale, quella “da cartolina” nella vita bisogna avere pace interiore, equilibrio, soddisfazione.
  • Iniziate con piccoli obiettivi a breve termine, con piccole cose che potete cambiare nella vostra vita che possono renderla più vicina alla vostra felicità
  • Osservate chi ha fatto il grande passo di cambiare vita e ricominciare nel posto che voi desiderate o facendo ciò che voi aspirate e, se possibile, mettetevi in contatto con loro, vi aiuteranno a sciogliere i vostri dubbi

Ogni cambiamento richiede, prima di tutto, di prendere piccole decisioni che, poco a poco, vi porteranno a fare il passo finale!

“Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare”

Jim Morrison


Due storie da ricordare

Ci sono tante storie che potrei raccontarti. 

Oggi vorrei però ricordare due incontri davvero speciali che magari ti potranno essere d’aiuto.

Il primo protagonista che riporto alla luce dalla mia scatola dei ricordi è Jake Pinnick.  

Da tipico ragazzo americano a Maestro del Kung Fu. Jake ha lasciato gli Stati Uniti a 18 anni e non per seguire quella che potremmo considerare una “vita da favola”.

La destinazione scelta, infatti, sono le Sacre Montagne del Wudang con l’aspettativa di anni e anni di duro lavoro per poter diventare un maestro di Kung Fu!

Oggi Jake ce l’ha fatta, ha raggiunto il suo obiettivo. 

Non solo è diventato un maestro ma le arti marziali lo hanno aiutato a trovare risposta alle domande e ai dubbi che lo tormentavano durante la sua adolescenza e alla fine del suo percorso di studi.

“Happiness in suffering” (la felicità è sofferenza), così mi ha detto e credo che anche questa sia una preziosa sfumatura della ricetta universale della felicità!

Un’altra storia di “ripartenze” è sicuramente quella di Eleonora Guglielmi, conosciuta in Giappone come Yuriko Tiger.

Durante i giorni trascorsi a Tokyo, Eleonora mi ha confessato come la sua adolescenza non sia stata facile. 

La sua passione per il cosplay l’ha spesso portata a sentirsi “diversa”, “fuori luogo” ma ha reagito inseguendo il suo sogno!

Da giovanissima ha mollato tutto per trasferirsi in Giappone dove oggi è diventata la cosplayer internazionale più famosa al mondo, con centinaia di fan che non vedono l’ora di scattare una foto o scambiare due parole con lei durante i suoi eventi.

Eleonora ha mollato tutto per inseguire il suo sogno ed è riuscita in questa impresa.

Oggi però la sua felicità non è tanto la fama raggiunta, ma risiede nella consapevolezza e la sicurezza acquisita di “poter mostrare la vera me stessa”.

La mia esperienza.

Gli incontri con questi ragazzi sono stati significativi. In loro ho ritrovato un mix di emozioni contrastanti. 

Nostalgia per i familiari lontani, soddisfazione per i traguardi raggiunti, consapevolezza di aver scelto la strada più difficile e la convinzione che sì, hanno fatto tanti passi in avanti, ma le difficoltà non cesseranno.

E come loro ho incontrato e conosciuto tantissime altre persone. 

Qualcuno è riuscito a concretizzare il suo sogno, qualcun altro è tornato a casa senza aver raggiunto il traguardo tanto desiderato ma con la consapevolezza almeno di averci provato.

Altri ancora invece hanno l’incredibile tenacia di riuscire sempre a ripartire da zero per arricchire se stessi in nuovi modi.

Che dire?

La mia esperienza mi ha insegnato che più la scelta che avete davanti vi sembra difficile e la strada da seguire in salita, tanto più grande sarà la soddisfazione quando avrete il coraggio di scegliere.

Tutte le persone che ammirate, che prendete come punto di riferimento “perché ce l’hanno fatta” hanno provato paura all’inizio… e non solo.

Sono sicuro che tutt’oggi, nonostante la loro esperienza, di fronte alle grandi scelte, provino quegli stessi timori.

La vera differenza è che loro “hanno capito il trucco”: la paura non sparirà, ci accompagnerà sempre.

Il segreto è saper comprendere che non si tratta di un freno ma del primo segnale verso una nostra evoluzione.

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