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Gratitudine e felicità: consigli di lettura e non solo

“La ricetta della felicità è la gratitudine. Dobbiamo essere sempre grati.

Paradossalmente potremmo possedere tutte le cose del Mondo ed essere infelici ma anche non possedere nulla ed essere felici.

Per questo dobbiamo imparare sempre a essere grati per il punto in cui siamo della nostra vita, soddisfatti per ciò che abbiamo, senza dover sentire sempre la necessità di fare o possedere qualcosa in più per essere felici”.

Questa la ricetta della felicità per Mohammed Al-Khatib, l’uomo più veloce di Palestina.

Era l’inizio del mio viaggio, la seconda “intervista ufficiale” di Progetto Happiness.

Per la prima volta sentivo associare la parola gratitudine al concetto di felicità.

Non potevo immaginare che avrei sentito questo binomio ripetersi più e più volte durante il mio viaggio, in diverse parti del Mondo.

In India, con la storia di un bambino pescatore diventato calciatore professionista.

In Australia, dal racconto di Shanaka Fernando al suo ristorante “pay as you feel”.

Sulle Sacre Montagne del Wudang, nel cuore della Cina, chiacchierando con Jake Pinnick, il primo maestro kung-fu nato in America.

Ma che cos’è allora la gratitudine?

Può essere davvero uno degli ingredienti della ricetta universale della felicità?

Gratitudine: di cosa stiamo parlando? Il mio punto di vista.

Da quando ne ho sentito parlare ho provato ad approfondire l’argomento, cercando informazioni e raccogliendo notizie.

Non starò qui a riportarti le definizioni di studiosi e ricercatori (per questo nel prossimo paragrafo ti suggerirò qualche libro di persone certamente più competenti di me sull’argomento) ma voglio provare a raccontarti cos’è per me la gratitudine.

Partiamo da quello che non è.

Gratitudine non significa solo dire grazie.

La gratitudine è più uno stato mentale, un mindset, un modo di affrontare la vita e le situazioni.

Essere grati, riconoscere il positivo nel nostro qui e ora, aiuta a proteggerci da sentimenti negativi, ad affrontare con uno spirito diverso i momenti di sconforto e negatività.

Inoltre, la gratitudine non è “comparativa”.

Non dobbiamo essere grati per avere qualcosa che altri non hanno.

La gratitudine è un sentimento positivo che può arricchire la nostra esistenza.

Oggi per me la gratitudine è un vero e proprio stato d’animo.

Qualcosa che nasce dal profondo e che come tale deve essere coltivato.

Spesso infatti facciamo fatica a provarlo: focalizziamo la nostra attenzione sui problemi, su quello che ci manca e trascuriamo il fatto che a volte la felicità si possa ritrovare nelle piccole cose.

5 libri sulla gratitudine

Ho condiviso con te qualche spunto sulla gratitudine e mi piacerebbe concludere con una citazione di Marcel Proust: “Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore“.

Io mi sto impegnando per cercare di ricordarmelo ogni giorno.

Se anche tu vuoi scoprire se la gratitudine è davvero un ingrediente della ricetta della felicità, ti consiglio cinque libri per iniziare ad affrontare un percorso di crescita e imparare a essere grato ogni giorno.

Gratitudine. La rivoluzione necessaria (Mondadori) di Oscar di Montigny.

“Essere grati, trasmetterlo e suscitarlo negli altri, ci consentirà di costruire nuovi modelli sociali, culturali e di business. Ma soprattutto ci porterà a comprendere il principio dell’Economia Sferica, cioè che l’amore per gli altri esseri umani è il più importante motore economico“.

È questo uno dei passaggi chiave che Oscar di Montigny riprende nel suo libro.

Nato a Milano, scrittore, divulgatore che coniuga business e management con filosofia, arte e scienza, di Montigny sostiene che “chiunque saprà suscitare la gratitudine di un altro, avrà vinto la sfida della nuova epoca“.

Ho avuto la fortuna di conoscere Oscar, trascorrere del tempo con lui e ricevere il libro direttamente dalle sue mani.

Lo consiglio a tutti, perché la sua analisi dimostra come la gratitudine possa e debba trovare spazio tra tutti gli attori sociali: dalle persone ai brand.


Le gratitudini di Delphine De Vigan

Nota in Francia come “scrittrice sociale”, quella raccontata da Delphine De Vigan è una storia malinconica, ma non triste, che parla di affetto e riconoscenza.

Micka, la protagonista è una donna che si trova a fare i conti con la vecchiaia.

Il suo ultimo desiderio è un gesto di gratitudine verso la famiglia che l’accolse durante la guerra.


Camminare in consapevolezza  di Thich Nhat Hanh

Camminare in consapevolezza è il quarto titolo della collana dedicata alla pratica della presenza mentale nei vari momenti della vita quotidiana.

In questo volume, Thich Nhat Hanh, maestro Zen, leader spirituale globale, poeta e attivista per la pace, celebrato in tutto il mondo per i suoi insegnamenti, ci invita a trasformare quello che è un comunissimo gesto quotidiano come il camminare in un’opportunità per entrare in contatto con noi stessi e vivere pienamente il momento presente.

Tornare così a meravigliarci della natura che ci circonda e allo stesso tempo imparare a esprimere gratitudine per il fatto di essere vivi.

Alternando insegnamenti, storie e meditazioni, Thich Nhat Hanh suggerisce come incrementare, passo dopo passo, la nostra concentrazione, il benessere e la gioia di vivere.


Basta un caffè per essere felici (Garzanti) di Toshikazu Kawaguchi

La storia è ambientata in una caffetteria in Giappone dove, quando ti siedi al bancone e ordini un caffè, puoi viaggiare indietro nel tempo e ripercorrere alcuni momenti della tua vita, finché il caffè non si raffredda.

Non puoi cambiare niente, solo rivedere coi tuoi occhi le varie occasioni perse.

L’autore Kawaguchi, nato a Osaka, in Giappone, nel 1971, dove lavora come sceneggiatore e regista, nelle pagine del romanzo invita il lettore ad accettare tutto quello che accade non dimenticando mai la gratitudine per la vita, quella nostra e quella degli altri.


Il potere della gratitudine di Nicoletta Carbone e Andrea Vitali

Un libro che raccoglie piccole storie di gratitudine, come un integratore per fare le cose bene e ripartire con un sorriso.

Gli autori sostengono che la gratitudine fa nascere gratitudine.

Questa ci permette di cambiare prospettiva, di stupirci delle piccole cose che tendiamo a dare per scontate, di farci lavorare meglio e alimenta la felicità.