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Yamabushi: i monaci segreti del Giappone

Gli Yamabushi sono i monaci della montagna del Giappone. Praticano lo Shugendo, una religione millenaria che unisce buddhismo, shintoismo e magia esoterica. Si nascondono nelle foreste di cedri secolari per sottoporsi a estenuanti allenamenti fisici e mentali. Oggi questa religione sta scomparendo: in Giappone sono rimasti pochissimi credenti. Sono andato a incontrarli per documentare il loro credo prima che sia troppo tardi. Ho partecipato alla cerimonia della cascata, al rituale del fuoco sacro, a un simbolico pellegrinaggio nell’aldilà. Perché per rinascere bisogna prima morire.

Cos’è lo Shugendo

Nell’ottavo secolo, o forse anche prima, fino a un punto della storia in cui mito e memoria cominciano a confondersi, in Giappone si iniziano a venerare le montagne come luoghi sacri dove risiedono gli dèi.

Diventa presto una religione: lo Shugendo. Unisce le pratiche religiose buddhiste, shintoiste e taoiste con la magia esoterica. Una combinazione unica al mondo.

Si crede che la saggezza millenaria dello Shugendo custodisca tutte le risposte che l’uomo ricerca da sempre. Ma queste risposte non possono essere comprese se non dai monaci. Non possono essere apprese da testi sacri o semplicemente parlando.

Questa religione deve essere sperimentata. Sono qui per questo.

Chi sono gli Yamabushi

Gli Yamabushi, letteralmente “coloro che si nascondono nelle montagne”, sono i monaci dello Shugendo. Si ritirano nelle foreste di cedri secolari per sottoporsi a estenuanti allenamenti fisici e mentali.

L’obiettivo? Ottenere poteri soprannaturali. O almeno, questa è la credenza.

Ma sono persone normali. Vengono chiamati hansei hanzoku, che significa “metà monaci, metà persone comuni”. Arrivano da contesti diversi: imprenditori, impiegati, studenti. Tutti cercano la stessa cosa: riconnettersi con la natura per riscoprire il loro vero io.

Oggi, dopo più di mille anni, questa religione sta scomparendo. In Giappone sono rimasti pochissimi credenti.

Vestiti per il funerale

I monaci mi hanno dato appuntamento sotto la porta che fa entrare nella foresta sacra. Li riconosco subito: sono gli unici vestiti di bianco.

Il colore dei loro kimono non è casuale. In Giappone il bianco viene usato per vestire i morti. Mi stanno letteralmente preparando per il mio funerale.

Stiamo per intraprendere un simbolico pellegrinaggio nell’aldilà. Perché per rinascere bisogna prima morire.

Gli allenamenti nelle montagne sacre sono importanti per gli Yamabushi perché addestrano la propria anima a morire simbolicamente. Prima di morire, diventa essenziale accettare la propria situazione attuale, il proprio posto nel mondo, il proprio sé in ogni fase del viaggio.

I cedri millenari

Questi maestosi cedri giapponesi vengono chiamati sugi, un nome che deriva dall’espressione “albero perfettamente dritto”. Possono superare i mille anni di vita. Oltre a essere sacri, sono considerati testimoni di intere epoche storiche.

È curioso vederli diventare un tutt’uno con la natura, osservare come questi asceti della montagna meditino in mezzo a questa foresta.

L’addestramento degli Yamabushi si concentra sull’accettazione: vivere nel presente, non preoccuparsi di un futuro incerto o di un passato che non si può cambiare. Il loro testo sacro è davanti ai nostri occhi: la natura, che con i suoi processi e comportamenti indica loro la via.

La cerimonia della cascata

Vengo invitato nel loro tempio dove ci attende la guida, il sensei, per venerare insieme le loro divinità. Sta per cominciare la cerimonia del Takigyo: dovremo stare sotto una piccola cascata di acqua sorgiva della montagna sacra per allenare il corpo, la mente, lo spirito a resistere alle intemperie fisiche. Ma anche a quelle della vita.

È una sorta di metafora. Resistere anche quando la mente dice di andare via. Adesso dovrebbe toccare a me. È chiaro come devo mettermi questo panno. L’unico problema è che se l’è messo un altro prima di me. Ma facciamo anche questa.

Questi ragazzi e queste ragazze vengono qui ad allenarsi per temprare il corpo, la mente, lo spirito. Il modo in cui lo fanno è interessante: cercano di mettersi nelle situazioni più scomode possibili. Uscire dalla loro comfort zone quotidiana. A casa hanno l’acqua calda, hanno il cibo. Qui fanno lunghi periodi di digiuno, si lavano con l’acqua fredda.

È molto apprezzabile. Ma il freddo si sente.

La cerimonia del fuoco

Come tutti i praticanti, sto per scrivere un mio desiderio che poi verrà bruciato nel fuoco del Goma. Spero che Buddha capisca anche l’italiano.

Sta per cominciare la cerimonia del Goma, la cerimonia del fuoco. Per loro il fuoco è tanto purificante quanto l’acqua. In questo momento il sensei sta preparando la cerimonia nella quale verranno purificati corpo, mente e spirito.

È simile alla cerimonia Goma buddhista. L’unica differenza è che loro aggiungono il tamburo per creare una sorta di trance spirituale. Buddha dovrebbe arrivare proprio qui, grazie alla fiamma.

Una delle loro regole è quella di non mettere le mani oltre questa corda. Mi hanno detto che la fiamma sarà alta 2000 metri: noi la vedremo toccare quasi il soffitto, ma simbolicamente raggiungerà Buddha.

L’energia che cancella i file

Per me è impossibile comprendere ogni passaggio di questa pratica. Ma è potentissimo poterlo vedere dal vivo. Ogni forma delle mani ha un trasporto emotivo fortissimo.

Tutte queste pratiche a cui stiamo assistendo sono in realtà segrete. Questo monaco ha deciso di mostrarle perché crede che sia il momento di far vedere al mondo cos’è lo Shugendo prima che scompaia veramente.

La cerimonia è iniziata. Il sensei ha acceso il fuoco, i tamburi stanno suonando, tutti i fedeli sembrano essere in trance. Più andiamo avanti e più diventa forte, quasi spaventosa. Il sensei sembra sempre più arrabbiato: sta urlando le preghiere per farsi sentire da Buddha.

È finito. Ma appena finito di registrare, il file non si è salvato. I primi venti minuti, tutto il rito: andato.

Queste cerimonie sprigionano così tanta energia che spesso gli oggetti elettronici smettono misteriosamente di funzionare. Il sensei ha detto di aver fede: una volta tornati a casa, lontano da queste fonti di energia, i file si ripristineranno.

Non credo tantissimo a queste cose. Ma se dovesse succedere, forse devo incominciare a crederci un po’.

In effetti è andata proprio così.

Tre lezioni sulla felicità dagli Yamabushi

Per rinascere bisogna prima morire

Gli Yamabushi si vestono di bianco come i morti. Il loro allenamento è un simbolico pellegrinaggio nell’aldilà. Prima di poter rinascere come persone nuove, bisogna lasciar morire chi eravamo.

Dio è dentro di noi

Per gli Yamabushi, Dio non è solamente un punto lontano nel cielo. È un riflesso luminoso che risplende nell’intimo nucleo di ogni anima. Credono che ogni atomo, ogni pensiero, ogni respiro sia un tassello di questo universo divino che abita dentro ognuno di noi.

La natura è il testo sacro

Non servono libri o scritture. Il testo sacro degli Yamabushi è davanti ai loro occhi: la natura stessa, che con i suoi processi e comportamenti indica la via. Basta saperla osservare.

Guarda il reportage completo

Una religione millenaria che sta scomparendo. Monaci che si nascondono nelle foreste per ottenere poteri soprannaturali. Cerimonie segrete, cascate gelide, fuoco sacro. Sono andato in Giappone per documentare lo Shugendo prima che sia troppo tardi.

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Domande frequenti sugli Yamabushi

Chi sono gli Yamabushi?

Gli Yamabushi sono i monaci della montagna del Giappone. Il nome significa letteralmente “coloro che si nascondono nelle montagne”. Praticano lo Shugendo, una religione millenaria che combina buddhismo, shintoismo e pratiche esoteriche.

Cos’è lo Shugendo?

Lo Shugendo è una religione giapponese nata nell’ottavo secolo che venera le montagne come luoghi sacri. Unisce pratiche buddhiste, shintoiste e taoiste con la magia esoterica. I suoi praticanti si sottopongono a rigidi allenamenti fisici e mentali.

Cosa significa vestirsi di bianco per gli Yamabushi?

In Giappone il bianco è il colore dei morti. Gli Yamabushi si vestono di bianco perché il loro addestramento è un simbolico pellegrinaggio nell’aldilà. Per rinascere come persone nuove, bisogna prima morire simbolicamente.

Cos’è la cerimonia del Takigyo?

Il Takigyo è la cerimonia della cascata. I praticanti si immergono sotto una cascata di acqua gelida per allenare corpo, mente e spirito a resistere alle difficoltà. È una metafora per imparare a resistere anche quando la mente dice di arrendersi.

Cos’è la cerimonia del Goma?

Il Goma è la cerimonia del fuoco sacro. I desideri scritti dai praticanti vengono bruciati nel fuoco per raggiungere Buddha. Durante la cerimonia, il sensei entra in una sorta di trance accompagnato dal suono dei tamburi.

Riflessione finale

Nel silenzio delle montagne, attraverso i severi allenamenti guidati dal sensei, gli Yamabushi riescono a percepire la presenza divina attraverso la riconnessione con la natura.

Per loro Dio non è solamente un punto lontano nel cielo. È un riflesso luminoso che risplende nell’intimo nucleo di ogni anima. Credono profondamente che ogni atomo, ogni pensiero, ogni respiro sia un tassello di questo universo divino che abita dentro ognuno di noi.

La loro felicità risiede nel contemplare fuori la bellezza della natura e dentro il battito del proprio cuore. Solo così possono avvicinarsi a Dio.

La loro pratica spirituale diventa un viaggio interiore per scoprire la sacralità dentro ogni cosa. Riconoscendo che Dio non è separato dagli uomini, ma che con la pratica è possibile ritrovarlo dentro di noi. In ogni cosa che compone l’universo che ci circonda.

Tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato ad ascoltare il silenzio?

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