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Sciamanesimo: cosa abbiamo scoperto nelle terre sacre della Mongolia

Lo sciamanesimo è molto più di una pratica spirituale: è un modo di vedere il mondo dove tutto è connesso. La natura, gli umani, gli animali. In Mongolia questa tradizione millenaria sopravvive ancora oggi, soprattutto nelle regioni più remote dove vivono i nomadi. Noi di Progetto Happiness abbiamo attraversato il paese via terra, affrontando temperature estreme e paesaggi infiniti, per incontrare una delle ultime sciamane e scoprire cosa può insegnarci sulla felicità. Il messaggio che ci ha dato è stato tanto semplice quanto potente: la felicità non conosce scorciatoie.

Cos’è lo sciamanesimo

Lo sciamanesimo è una pratica spirituale che ha radici profonde nella cultura nomade della Mongolia. Prima dell’adozione del buddismo, le tribù mongole seguivano esclusivamente le pratiche spirituali degli sciamani, considerati mediatori tra l’umanità e il mondo degli spiriti.

Attraverso profondi stati di trance, gli sciamani riescono a entrare in contatto con gli antenati. Sono capaci di diagnosticare e curare malattie, guidare le persone attraverso esperienze spirituali, prevedere il futuro e interpretare segni e presagi.

Lo sciamanesimo attribuisce un’anima (o uno spirito) a tutti gli esseri viventi e agli elementi della natura. Per questo motivo gli spiriti degli animali, delle piante e degli elementi possono influenzare la vita umana e devono essere profondamente rispettati e onorati.

Oggi, sebbene il buddismo tibetano sia la religione dominante in Mongolia, lo sciamanesimo continua a essere praticato, soprattutto nelle regioni rurali, come parte integrante dell’identità culturale e spirituale del popolo mongolo.

Il nostro viaggio attraverso la Mongolia

Il nostro viaggio inizia a Ulan Bator, la capitale della Mongolia. Oltre a essere famosa per la statua di Gengis Khan, è anche la capitale più inquinata del mondo. Ma a pochi chilometri dal centro c’è il Ger District, dove più di 800.000 persone vivono in case tradizionali chiamate Ger: abitazioni smontabili fatte con pali di legno e teloni di feltro.

Le Ger non hanno fondamenta. Questo non è un caso: uno dei pilastri dello sciamanesimo è non modificare la natura. Le case dei nomadi rispettano la terra su cui poggiano.

Per raggiungere la sciamana abbiamo dovuto attraversare centinaia di chilometri su un UAZ 452, un furgoncino russo leggendario che può affrontare neve alta fino a cinque metri, guadi e sterrati impossibili. Il nostro autista, Bataa, è il cognato di una delle sciamane più potenti della Mongolia.

“Gli sciamani sono in grado di connettersi con madre natura”, ci spiega Bataa. “La terra ci dice cosa sbagliamo e come dobbiamo comportarci. Il ruolo degli sciamani è prevedere il futuro e agire da intermediari con gli spiriti.”

La vita dei nomadi mongoli

Durante il viaggio ci siamo fermati presso diverse famiglie di nomadi, che ci hanno accolto nelle loro Ger con la generosità tipica della cultura mongola. In Mongolia è tradizione offrire ai viaggiatori un rifugio e del cibo, poiché fuori dalle poche città non esistono né hotel né ristoranti.

La vita di una famiglia nomade gira attorno a due elementi essenziali: la Ger e il bestiame. La Ger è un’abitazione trasportabile che permette di spostarsi seguendo il corso delle stagioni per far pascolare gli animali. Il bestiame fornisce tutto ciò di cui la famiglia ha bisogno: cibo, latte, combustibile (lo sterco) e mezzi di trasporto.

Il capofamiglia di una Ger ci spiega il legame profondo con la terra:

“Non possiamo vivere se siamo distanti dal nostro bestiame, se siamo lontani dalla terra e dall’acqua. Siamo connessi alla natura. Quando da qui ci spostiamo, gli sciamani dicono che la terra soffre la nostra mancanza.”

Un altro nomade ci racconta come lo sciamanesimo abbia salvato il suo bestiame:

“Mio figlio è andato da uno sciamano perché il bestiame stava morendo. Lo sciamano gli ha detto: ‘Avete preso troppe risorse dalla divinità della natura. Fatele delle offerte.’ Questo succede quando sfruttiamo la natura in maniera sconsiderata.”

Il cavallo: simbolo della libertà mongola

Il cavallo è l’animale sacro per eccellenza nello sciamanesimo mongolo. Un antico proverbio recita: “Un uomo senza un cavallo è come un uccello senza ali.”

Abbiamo assistito a una gara di cavalli tra i nomadi della zona. I cavalieri prediletti sono i bambini, perché più leggeri e veloci nelle gare di resistenza. Il padre del vincitore ci spiega l’importanza di questa tradizione:

“Il cavallo è l’orgoglio dell’uomo mongolo. È parte dell’eredità culturale mongola. Gengis Khan ha conquistato il mondo in sella al suo cavallo. Ecco perché le gare ippiche sono l’orgoglio dei mongoli.”

L’incontro con la sciamana

Dopo due giorni di viaggio raggiungiamo finalmente la Ger della sciamana. Prima di arrivare, attraversiamo un varco segnato da 13 Ovoo, luoghi sacri eretti oltre 500 anni fa per rappresentare gli animali dello zodiaco mongolo. Sono punti di preghiera e offerte per gli spiriti e gli antenati.

La cerimonia inizia. La sciamana entra in trance, il suo corpo si muove in modo innaturale, i suoni che emette sembrano provenire da un altro mondo.

“Sono in contatto con un uomo”, dice. “Un tuo antenato con un naso adunco, viso marrone con capelli e baffi. Una persona con una mente brillante. Un visionario.”

Le chiedo se c’è un messaggio per me.

“Sei in questo mondo perché hai un grande scopo. Avrai una missione finché continuerai a realizzare le cose che hai in mente. Rendi i tuoi pensieri i tuoi obiettivi. Però attento: non galleggiare! Andrai nella direzione sbagliata. Fai tua questa missione. Abbraccia il tuo destino con coraggio.”

Poi le chiedo qual è il vero significato della felicità per gli spiriti.

“Non puoi pormi questa domanda. Non può essere così facile. Lo devi scoprire da solo.

La felicità secondo la sciamana

Tolta la maschera, la sciamana si svela in tutta la sua umanità. Le chiedo cosa sia la felicità per lei.

“È il mondo psichico che passa attraverso il mio corpo e trasmette il messaggio. Devo vivere per aiutare il prossimo e sconfiggere il male. Devo guarire le persone e allontanare gli spiriti maligni. È difficile. È un destino duro. Che non si vede con gli occhi e non si tocca con le mani.”

Ogni sua energia, ogni suo respiro è dedicato al benessere degli altri. La felicità altrui è diventata la sua missione. La sua vita è un’offerta quotidiana, un sacrificio silenzioso al servizio della comunità.

Prima di salutarci, mi regala un rametto di ginepro.

“Ti proteggerà dal male.”

Tre lezioni sulla felicità dallo sciamanesimo

La natura, gli umani e gli animali sono connessi

Lo sciamanesimo ci ricorda che non siamo separati dal mondo che ci circonda. Ogni nostra azione ha conseguenze sulla natura, e la natura risponde. I nomadi lo sanno: quando prendono troppo, la terra soffre. Questa consapevolezza è il primo passo verso una vita più equilibrata.

La felicità non conosce scorciatoie

Il messaggio più potente della sciamana è stato questo: non esistono risposte facili. La felicità è una scoperta personale, un cammino interiore che nessun altro può percorrere al posto nostro. Bisogna solo avere il coraggio di esplorare i confini della propria anima.

Abbraccia il tuo destino con coraggio

Non galleggiare. Non lasciarti trasportare dalla corrente senza una direzione. Trova il tuo scopo, rendilo il tuo obiettivo e perseguilo con sincerità. Finché terrai acceso il fuoco che porti dentro, la tua luce aumenterà.

Guarda il reportage completo

Un viaggio attraverso le terre sacre della Mongolia: il lago Hovsgol ghiacciato, le Ger dei nomadi, le gare di cavalli e l’incontro con una delle ultime sciamane. Un’avventura alla scoperta del legame tra la terra, gli spiriti e la felicità.

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Domande frequenti sullo sciamanesimo

Cos’è lo sciamanesimo?
Lo sciamanesimo è una pratica spirituale millenaria in cui gli sciamani fungono da mediatori tra il mondo umano e quello degli spiriti. Attraverso stati di trance, comunicano con gli antenati, curano malattie e interpretano segni e presagi. È diffuso in Mongolia, Siberia e altre culture tradizionali.

Cosa significa sciamano?
La parola sciamano deriva dal tunguso šaman, che significa “colui che sa” o “colui che vede nel buio”. Lo sciamano è una figura spirituale capace di entrare in contatto con il mondo invisibile degli spiriti per aiutare la comunità.

Lo sciamanesimo è una religione?
Lo sciamanesimo non è una religione organizzata con dogmi e istituzioni, ma una pratica spirituale. In Mongolia convive con il buddismo tibetano: molti mongoli seguono entrambe le tradizioni come parte della loro identità culturale.

Come funziona una cerimonia sciamanica?
Durante una cerimonia, lo sciamano entra in uno stato di trance attraverso canti, tamburi e movimenti rituali. In questo stato si connette con gli spiriti degli antenati o della natura per ricevere messaggi, guarire malattie o risolvere problemi della comunità.

Esistono ancora sciamani in Mongolia?
Sì, lo sciamanesimo è ancora praticato in Mongolia, soprattutto nelle regioni rurali. Sebbene il numero di sciamani sia diminuito, la tradizione sopravvive come parte integrante dell’identità culturale mongola, tramandata di generazione in generazione.

Riflessione finale

Nel profondo di queste terre ancora selvagge, dove il mondo visibile si confonde con quello degli spiriti, ho compreso quanto lo sciamanesimo sia più di una semplice pratica spirituale. È un invito a riconnettersi con le radici più profonde della nostra esistenza, a riscoprire la saggezza degli antichi e ad abbracciare la bellezza del mistero che ci circonda.

Il mio antenato, chiunque esso sia, aveva ragione. Attraverso la sciamana mi ha ricordato che la felicità non conosce scorciatoie. È una scoperta personale, un cammino interiore che nessun altro può percorrere al posto mio.

E tu, hai il coraggio di esplorare i confini della tua anima?

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