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Dentro il tempio dei monaci Shaolin

Posizione del cavallo per tre ore. Pugni contro mille strati di carta. Bastonate sul corpo per condizionare i muscoli. E poi, alla fine, una domanda: cos’è per te la felicità?

Noi di Progetto Happiness siamo andati a Dengfeng, in Cina, nel leggendario Tempio Shaolin, per capire cosa significhi davvero dedicare la vita al Kung Fu. Abbiamo incontrato lo Shifu Shi Miao Ha, uno degli ultimi veri monaci guerrieri, e il suo allievo Sasha, un ragazzo svizzero che ha lasciato tutto per seguire questa via.

Quello che abbiamo scoperto va ben oltre le arti marziali. Il Kung Fu Shaolin è una filosofia di vita che insegna a rafforzare il corpo per liberare la mente, e a cercare l’eccellenza attraverso la ripetizione infinita.

Chi Sono i Monaci Shaolin

I monaci Shaolin sono monaci buddisti che vivono e si allenano nel Tempio Shaolin, fondato nel 495 d.C. sul monte Songshan, nella provincia cinese dello Henan. La leggenda narra che un monaco indiano di nome Bodhidharma, arrivato al monastero nel VI secolo, trovò i monaci cinesi fisicamente deboli e incapaci di mantenere la concentrazione durante le lunghe ore di meditazione.

Per aiutarli, Bodhidharma introdusse una serie di esercizi fisici che miravano a rafforzare il corpo e a mantenere la mente vigile. Questi esercizi si evolsero nei secoli in un’arte marziale sofisticata: lo Shaolin Kung Fu.

Oggi il Tempio Shaolin è riconosciuto come la culla del Kung Fu e del Buddhismo Chan (Zen). A Dengfeng, la città ai piedi del tempio, migliaia di bambini arrivano da tutta la Cina per studiare nelle scuole di arti marziali. Solo la scuola Tagou conta circa 30.000 studenti che si allenano dall’alba al tramonto.

L’Allenamento con lo Shifu

Lo Shifu Shi Miao Ha ci porta in uno dei templi più suggestivi della città, dove lui stesso ha studiato da piccolo. La prima lezione è la più semplice e la più difficile insieme: la posizione del cavallo.

È la base del Kung Fu Shaolin. Gambe piegate, schiena dritta, braccia lungo i fianchi. Sembra facile, ma dopo venti secondi le gambe tremano. Lo Shifu la tiene per tre ore e mezza.

“Questo esercizio può rafforzare la forza delle nostre gambe”, spiega. “Ma c’è un vecchio detto in Cina: praticare Kung Fu un giorno aggiunge un giorno alla tua esperienza, ma un giorno senza praticare le basi ti fa tornare indietro di dieci giorni.”

Poi arriva l’esercizio della candela: colpire con il pugno per spegnere la fiamma senza toccarla. Non è questione di forza, ma di controllo mentale.

“Più non riesci a spegnerla, più dovresti essere stabile”, dice lo Shifu. “Quello che dobbiamo praticare di più non è la forza, ma il nostro cuore. Quando affrontiamo la vita è lo stesso: qualunque cosa tu incontri, più vuoi arrabbiarti, più dovresti calmarti.”

Il Qigong Duro e la Testa di Ferro

Il Qigong duro Shaolin è una pratica di condizionamento fisico estremo. Si colpisce il corpo con bastoni di legno affinché la massa muscolare diventi resistente e potente. Lo Shifu ci mostra la tecnica: braccia, gambe, pancia, persino la gola.

Poi arriva la dimostrazione della “testa di ferro”: una placca d’acciaio rotta sulla testa. Per farlo, bisogna portare il Qi (l’energia interna) dal Dantian (il centro energetico nell’addome) fino alla testa.

“Il Dantian è come una batteria”, spiega lo Shifu. “Più lo carichi, più hai forza.”

Sasha: Lasciare Tutto per il Kung Fu

Sasha è un ragazzo svizzero che ha visto il Kung Fu per la prima volta nel 2005, a Shanghai, quando aveva otto anni. Ha aperto la porta di una scuola e ha sentito le grida degli allievi che si allenavano.

“Ho visto qualcosa nei loro occhi che volevo davvero”, racconta. “Non sapevo descriverlo, ma sapevo che quello era ciò che dovevo fare. Ho deciso di finire la scuola e poi dedicare la mia vita a questo.”

Oggi vive in Cina e si allena ogni giorno con lo Shifu Shi Miao Ha. Il suo obiettivo è diffondere il Kung Fu nel mondo.

“La felicità per me è sapere che ho un destino nella vita. Mentre vado per questa strada, cerco di essere il più possibile me stesso e di condividere questo sentimento con tutte le persone che mi circondano. È una strada piena d’amore, piena di destino e piena di impegno.”

Tre Lezioni sulla Felicità

La ripetizione è la via della maestria

Non esiste scorciatoia. Ogni movimento va ripetuto migliaia di volte, ogni giorno, per tutta la vita. Lo Shifu ce lo dice chiaramente: se vuoi fare una cosa bene, devi ripeterla ancora e ancora.

Meno è meglio

“C’è un vecchio detto in Cina: meno è meglio”, dice lo Shifu. “Non hai bisogno di molto. Basta molto poco, ma fallo molto bene. Qualsiasi cosa tu scelga, coltiva un cuore forte, perché solo con un cuore forte le difficoltà non ti abbatteranno.”

Non aggrapparti, non respingere

Il vero equilibrio è accettare che qualunque cosa arrivi, se ne andrà. Non bisogna essere troppo coinvolti in quello che si ottiene o si perde. “Quello che vuole venire verrà, quello che deve venire arriverà, e quello che non dovrà rimanere andrà via.”

Riflessione Finale

Prima di questo viaggio, il Kung Fu per noi era sinonimo di arti marziali: movimenti agili e potenti, corpo e mente in armonia perfetta. Ma dopo aver incontrato lo Shifu Shi Miao Ha e Sasha, abbiamo capito che il suo significato va ben oltre il combattimento.

Il Kung Fu è la ricerca dell’eccellenza attraverso una pratica incessante.

È la comprensione che ogni sfida è un’opportunità di crescita. È la consapevolezza che la vera forza nasce dall’armonia tra mente, corpo e spirito.

È un’arte che insegna non solo a combattere, ma anche a vivere con integrità e determinazione. E la lezione più grande è questa: la forza più grande risiede già dentro di noi, pronta a emergere per realizzare il nostro vero potenziale.


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